
Cronista di strada, oltre il mestiere
L'unico problema che comporta - raccontare la Napoli di strada - sta
nel dover assumere il dato che la gente è evidentemente e desolatamente
sola. Sempre più abbandonata. Nessuno li ascolta, quindi io li traino con
me. Ogni singolo caso non finisce dopo lo spegnimento del lead della
telecamera. Ogni giorno, ogni singolo, entra nel mio stato di famiglia: un
gruppetto nuovo di persone che ha bisogno di chi, ascoltandoli, li instradi
per far intravedere loro una possibile via d'uscita. Io, almeno, ci provo.
In qualità di direttrice di una agenzia di cronisti in erba, www.bigol.net, credo molto nella formazione. Ho avuto pochi maestri. La maggior parte delle esperienze professionali le ho fatte anche sbagliando. Ma se avessi avuto qualche direttiva in più, il mio cammino, sarebbe stato più semplice. Chi vuole fare il giornalista non deve dimenticare di essere curioso e non deve fermarsi dinanzi ai limiti di chi invece le cose vuole "nasconderle", costringendo così la stampa alle false notizie.
Cristiana Barone, giornalista